Ogni volta che camminiamo, pensiamo, respiriamo o semplicemente teniamo gli occhi aperti, il nostro corpo sta consumando energia. Ma da dove arriva questa energia? E soprattutto, come fa il nostro organismo a estrarla da ciò che mangiamo? In questa storia c'è una piccola protagonista, spesso dimenticata: la vitamina B1, conosciuta anche come tiamina.
Immaginiamo, per un istante, di poter diventare invisibili.
Non soltanto invisibili agli occhi degli altri, ma microscopici.
Talmente piccoli da poter entrare dentro una cellula.
Davanti a noi troveremmo un mondo in continuo movimento.
Molecole che arrivano, altre che partono. Enzimi che lavorano come minuscoli macchinari. Membrane che controllano il passaggio delle sostanze.
E poi, da qualche parte, arriva una molecola di glucosio.
È il combustibile.
Ma c'è un problema.
Il combustibile, da solo, non basta.
Deve essere trasformato.
Ed è qui che entra in scena la vitamina B1.
Una piccola scintilla
La vitamina B1 si chiama tiamina.
È una vitamina idrosolubile appartenente al gruppo delle vitamine B e, come le altre vitamine di questo gruppo, è coinvolta in numerosi processi metabolici.
La sua forma biologicamente attiva principale è il tiamina pirofosfato, spesso abbreviato in TPP.
Potremmo immaginarlo come una piccola chiave biochimica.
Non produce energia da sola.
Non è una batteria.
Ma permette a diversi importanti enzimi di compiere il proprio lavoro.
E questo è fondamentale.
Perché il nostro corpo non prende semplicemente il cibo e lo “brucia”.
Lo smonta.
Lo trasforma.
Lo passa attraverso una lunga serie di reazioni chimiche.
E la tiamina aiuta alcuni degli enzimi più importanti di questo percorso.
Immaginiamo di mangiare un piatto di pasta.
I carboidrati vengono digeriti e trasformati principalmente in glucosio e altri zuccheri.
Il glucosio entra nelle cellule.
E qui comincia una straordinaria sequenza di reazioni.
Una delle vie principali è la glicolisi, attraverso la quale il glucosio viene progressivamente trasformato.
Ma per continuare il viaggio verso la produzione di energia, entrano in gioco altri importanti processi metabolici.
Ed è proprio qui che la vitamina B1 diventa preziosa.
La sua forma attiva, il TPP, è un cofattore essenziale per enzimi coinvolti nel metabolismo dei carboidrati e nella produzione di energia.
Tra questi ci sono il complesso della piruvato deidrogenasi, l'alfa-chetoglutarato deidrogenasi e la transchetolasi.
Nomi complicati.
Ma possiamo tradurli in una semplice immagine.
Immaginiamo una fabbrica.
Il glucosio è la materia prima.
Gli enzimi sono i macchinari.
E la vitamina B1 è una delle piccole componenti che permettono ad alcuni di questi macchinari di funzionare correttamente.
Senza di lei, alcuni passaggi della produzione energetica diventano difficili.
Qui la storia diventa ancora più interessante.
Il cervello è uno degli organi metabolicamente più esigenti del nostro corpo.
Ha bisogno di un continuo rifornimento energetico per mantenere l'attività delle cellule nervose.
E poiché la tiamina è coinvolta nel metabolismo energetico e nel funzionamento cellulare, una sua disponibilità adeguata è particolarmente importante anche per il sistema nervoso.
Quando la carenza è grave e prolungata, possono comparire disturbi neurologici importanti.
È una delle ragioni per cui la vitamina B1 non dovrebbe essere considerata semplicemente come “la vitamina dell'energia”.
È molto più corretto dire che partecipa ai meccanismi attraverso i quali l'organismo ricava e utilizza energia.
La differenza sembra sottile.
Ma è fondamentale.
La vitamina non ci dà energia come farebbe una bevanda energetica.
Aiuta le cellule a utilizzare correttamente ciò che mangiamo.
E adesso pensiamo a un altro organo che non può permettersi di fermarsi:
il cuore.
Ogni minuto, ogni ora, ogni giorno.
Senza pause.
Anche il muscolo cardiaco ha bisogno di energia per continuare a contrarsi.
Una grave carenza di tiamina può compromettere il sistema cardiovascolare e, nelle forme severe, può portare al beriberi, una condizione che può manifestarsi con problemi neurologici e cardiovascolari.
È impressionante pensare che una piccola molecola possa avere conseguenze così grandi.
Ma in realtà non dovrebbe sorprenderci.
Quando una sostanza partecipa a processi fondamentali del metabolismo, una sua grave carenza può ripercuotersi su molti organi contemporaneamente.
A questo punto arriva la domanda più pratica.
Dove si trova la tiamina?
La risposta è: in molti alimenti.
Possiamo trovarla, in quantità variabili, in:
cereali integrali;
legumi;
carne di maiale;
frutta secca e semi;
alcuni pesci;
prodotti a base di cereali fortificati;
alcuni tipi di pane e altri alimenti arricchiti.
Una curiosità interessante riguarda proprio i cereali.
Durante la raffinazione, alcune parti del chicco vengono rimosse e con esse possono andare perse quantità significative di alcune vitamine del gruppo B.
Per questo, in molti Paesi, alcuni prodotti a base di cereali vengono arricchiti con vitamine.
Tra gli alimenti particolarmente ricchi di tiamina troviamo la carne di maiale.
È un dettaglio poco conosciuto.
Quando pensiamo alle vitamine, siamo spesso portati a immaginare frutta e verdura.
Ma le vitamine del gruppo B sono distribuite in una grande varietà di alimenti.
E questo ci ricorda ancora una volta una regola importante:
nessun singolo alimento contiene tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
La varietà è uno dei grandi principi di una corretta alimentazione.
La tiamina è una vitamina idrosolubile.
Questo significa che l'organismo non la accumula in grandi riserve come fa, per esempio, con alcune vitamine liposolubili.
Il corpo possiede comunque una certa quantità di tiamina, ma le riserve sono relativamente limitate.
Ecco perché è importante che l'alimentazione ne fornisca regolarmente.
Non serve immaginare un gigantesco deposito di vitamina B1 nascosto da qualche parte nel nostro corpo.
La biologia è molto più dinamica.
Le molecole vengono continuamente utilizzate, trasformate e riciclate.
Una carenza grave di tiamina può provocare il beriberi.
Storicamente, questa malattia ha avuto un ruolo importante nella storia della medicina e della nutrizione.
Le manifestazioni possono essere diverse a seconda dei tessuti maggiormente coinvolti.
Esiste una forma prevalentemente neurologica, associata a debolezza, alterazioni della sensibilità e difficoltà motorie.
E una forma cardiovascolare, nella quale possono comparire problemi legati alla funzione del cuore e alla circolazione.
Nei casi più gravi la carenza può diventare una vera emergenza medica.
Esiste inoltre una sindrome neurologica particolarmente importante associata alla grave carenza di tiamina: la sindrome di Wernicke-Korsakoff.
È un esempio drammatico di quanto il metabolismo e il funzionamento del cervello siano strettamente collegati.
La carenza di vitamina B1 non dipende necessariamente dal semplice fatto di “mangiarne poca”.
Ci sono condizioni nelle quali l'assorbimento o l'utilizzo della tiamina possono essere compromessi.
Un esempio importante è il consumo cronico eccessivo di alcol, che può associarsi a un maggiore rischio di carenza di tiamina.
Questo può avvenire attraverso diversi meccanismi, tra cui una riduzione dell'assunzione alimentare, alterazioni dell'assorbimento e del metabolismo.
Anche alcune condizioni mediche possono aumentare il rischio.
Ed è per questo che una carenza significativa di vitamina B1 non dovrebbe essere affrontata semplicemente con il ragionamento:
“Devo mangiare più di questo alimento.”
In alcune situazioni è necessaria una valutazione medica.
Come sempre, quando parliamo di vitamine arriva la domanda:
“Posso prendere un integratore?”
Gli integratori possono essere utili in determinate situazioni, soprattutto quando esiste un rischio documentato di carenza.
Ma non bisogna confondere una vitamina con una sostanza miracolosa.
Prendere più tiamina del necessario non significa automaticamente avere più energia.
Non trasforma il corpo in una centrale elettrica.
La sua funzione è molto più elegante:
permettere a determinati processi biochimici di svolgersi correttamente.
Ed eccoci davanti a un piccolo paradosso.
Abbiamo chiamato questo articolo:
“La scintilla che trasforma il cibo in energia”.
Ma la vitamina B1 non è una fonte di energia.
Non contiene “energia” da consegnare al nostro organismo.
Il suo ruolo è quello di cofattore.
Aiuta alcuni enzimi a rendere possibili determinate reazioni.
È come la chiave che permette di avviare un motore.
La chiave non fa muovere l'automobile.
Ma senza la chiave, il motore non parte.
Ecco perché le vitamine sono così affascinanti.
Ne servono quantità relativamente piccole.
Ma il loro ruolo può essere enorme.
La storia della tiamina ci insegna anche qualcosa sulla scienza.
Per molto tempo, alcune malattie venivano osservate senza che si comprendesse davvero la loro causa.
Poi gli scienziati cominciarono a notare qualcosa.
Non era soltanto una questione di quantità di cibo.
Era anche una questione di qualità e composizione.
Il nostro organismo non ha bisogno semplicemente di calorie.
Ha bisogno di molecole specifiche.
Proteine.
Grassi.
Carboidrati.
Minerali.
Vitamine.
E molte altre sostanze.
La scoperta delle vitamine ha cambiato profondamente il modo in cui comprendiamo l'alimentazione.
Ha mostrato che si può avere abbastanza cibo...
e allo stesso tempo essere carenti di una sostanza essenziale.
Torniamo allora dentro la nostra cellula.
Il glucosio è arrivato.
La fabbrica metabolica è pronta.
Gli enzimi stanno lavorando.
E tra questi sistemi troviamo anche quelli che hanno bisogno della forma attiva della vitamina B1.
Non la vediamo.
Non la sentiamo.
Non sappiamo nemmeno che esista.
Eppure, in quell'istante, sta contribuendo a rendere possibile una delle operazioni più importanti della vita:
trasformare ciò che abbiamo mangiato in energia utilizzabile dalle cellule.
E questa energia servirà per tutto.
Per muovere un muscolo.
Per mantenere attivo un neurone.
Per far battere il cuore.
Per respirare.
Per pensare.
Per vivere.
Forse è proprio questa la lezione più bella della vitamina B1.
Nel nostro corpo, le cose veramente importanti non sono necessariamente quelle che fanno più rumore.
A volte sono molecole minuscole, presenti in quantità modeste, che lavorano nell'ombra.
Eppure senza di loro la grande macchina della vita comincerebbe lentamente a perdere i suoi ingranaggi.
La tiamina è una di queste.
Una piccola scintilla.
E, dietro quella scintilla, c'è l'energia che permette alla vita di continuare.